L’incontro al DinDonCafé con padre Alberto Maggi(1) è stato molto più di una semplice intervista; è stato un momento di "ossigeno teologico" che ha toccato nel profondo migliaia di persone. In queste righe voglio ripercorrere i punti cardine del dialogo, lasciandomi guidare anche dalle prime cento risonanze e domande nate nel cuore della nostra comunity social.

Il ribaltamento del sacro: Dio scende per cercarci

Il cuore del messaggio che abbiamo condiviso è un capovolgimento radicale: non è l’uomo che deve faticosamente scalare la montagna per arrivare a Dio attraverso meriti o sacrifici. È Dio che "scende" per andare incontro all'uomo: Dio si presenta come un’offerta incessante e incondizionata di amore.

Questo annuncio trasforma la fede: non siamo più servi che cercano di compiacere un padrone, ma figli che accolgono una carezza di un padre infinitamente buono. Molti hanno scritto che questa visione è stata una "carezza per l'anima", capace di sciogliere nodi di paura che duravano da anni. E proprio di carezza di Dio padre Alberto parlava raccontando la potenza della buona notizia (il Vangelo).

La Croce: non un debito, ma una fedeltà suprema

Uno dei passaggi più densi ha riguardato il senso della passione di Gesù. Abbiamo cercato di liberare il campo dall'idea di un Dio vendicativo che esige il sangue del Figlio per riparare i peccati del mondo.

La volontà del Padre non è la morte di Gesù - voluta invece dal potere politico di Roma imperialista e dalle logiche economico-finanziarie-religiose del tempio - ma la volontà precisa di mostrare in ogni occasione la sua fedeltà all'Amore: persino davanti alla morte del Figlio. Gesù muore perché decide di non rispondere alla violenza con la violenza, rimanendo coerente con il suo messaggio di pace fino alla fine. La salvezza quindi non è una 'compravendita' che firmiamo con il nostro pentimento, ma un dono già dato che dobbiamo solo avere il coraggio di scorgere e accogliere, per poi viverlo verso i fratelli.

Guardare l’uomo con gli occhi dell’innamorato

Un contenuto che ha generato grande commozione è l'invito a sviluppare uno sguardo nuovo sull'umanità. Sotto ogni "uomo brutto" o ferito, vive ancora un bambino, magari prigioniero di una gabbia di dolore o di errori.

La sfida che padre Alberto ci ha lanciato è quella di "ascoltare da innamorati": andare oltre la superficie delle corazze per parlare a quella parte essenziale e bella che vive in ogni creatura. Questo è il cuore della consapevolezza del discepolo: riconoscere che l'identità profonda dell'uomo non è il suo peccato, ma la sua capacità di essere amato e di amare; che l'identità profonda è bellezza e non peccato.

La Chiesa luogo di libertà

Il dialogo ha messo in luce una Chiesa che non punta il dito, ma che si fa "prossima" alle ferite. È la Chiesa che riconosce il primato della persona sulla norma, che sa che Dio è più grande dei nostri errori e che preferisce il rischio della libertà al controllo del legalismo.

Nonostante le resistenze di chi fatica ad abbandonare una religione basata sul timore, la forza del Vangelo continua a scorrere come acqua viva, dissetando chi si sente "esule" o lontano.

Un cammino che continua

Grazie a tutti voi che avete partecipato a questa diretta con le vostre lacrime, i vostri dubbi e la vostra gioia. Il DinDonCafé vuole essere proprio questo: uno spazio dove la teologia evolve con la storia e dove la bellezza dell'armonia cosmica si manifesta nel volto di chi scopre di essere infinitamente prezioso agli occhi di Dio.

Potete accedere al video completo qui: VIDEO

Continuiamo a camminare, non da soli, ma come fratelli e sorelle, con un buon caffè pronto e il cuore aperto alla speranza.

#dsb2025

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(1) - Alberto Maggi è un teologo, biblista cattolico e religioso dell'Ordine dei Servi di Maria. Nato il 6 novembre 1945 ad Ancona, è direttore del Centro Studi Biblici «G. Vannucci» dove cura la divulgazione, a livello popolare, della ricerca scientifica nel settore biblico attraverso scritti, trasmissioni radiofoniche e televisive e conferenze in Italia e all’estero. Ha studiato nelle Pontificie Facoltà Teologiche Marianum e Gregoriana (Roma) e all’ École Biblique et Archéologique française di Gerusalemme. Collabora con la rivista Rocca e ha curato per la Radio Vaticana la trasmissione La Buona Notizia è per tutti!

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