Il cristiano deve credere nel diavolo?

Credo che non debba né credere nel diavolo né aver bisogno di credere nel diavolo né può credere nel diavolo perché noi cristiani crediamo solo in Dio. La fede riguarda la nostra comunione con Dio e nient'altro. La fede riguarda la nostra partecipazione alla relazione di Gesù con Dio, e quindi l'esistenza di realtà create non è un oggetto di fede. Nella migliore delle ipotesi ci si potrebbe chiedere se esistono spiriti, angeli o diavoli, ma questa domanda non rientra più nella sfera della fede. Questa riguarda solo il rapporto con Dio.

Esistono puri spiriti maligni, c'è il diavolo?

Risponderei con le parole di Paolo della Prima lettera ai Corinti: "Non ci sono idoli”. E se, nonostante questo, si parlasse spesso del diavolo, allora si potrebbe tuttalpiù dire: il Diavolo rappresenta ogni deificazione del mondo, e ciò è il contrario della fede come comunione con Dio. Quando sacralizziamo cose mondane, queste diventano il nostro Dio. Quando si guarda a qualcosa e ci si aggrappa a questo a tutti i costi, questo idolo è Dio per noi. E se è Dio mondano, allora è il Diavolo. Il simbolo del Diavolo indica tutto questo.

Ma questo non contraddice quanto dice la Bibbia o il Magistero della Chiesa Cattolica?

In che senso la Bibbia, la tradizione e il Magistero sono per noi autorità? La Bibbia non è autorità in alcun senso, ma solo nel senso in cui può essere intesa ed accolta come Parola di Dio. Il senso della Scrittura è la nostra partecipazione e nient'altro alla stessa relazione che aveva Gesù con Dio. E lo stesso vale per la tradizione. Nella tradizione non è rilevante per noi ciò che a volte pensavano i cristiani del passato, ma solo ciò che può essere accolto nella fede ed essere ripieni di Spirito Santo, partecipando del rapporto che Gesù aveva con Dio. Se, per esempio, al tempo di Galileo la maggior parte dei cristiani credeva che il sole girasse intorno alla terra, questo non è ovviamente un oggetto di credenza, perché non ha nulla a che fare con la questione di come ci relazioniamo a Dio. Ma ci sono molti cristiani che cercano di interpretare che il diavolo è una figura reale e non una figura simbolica. Parlare del Diavolo significa parlare della dottrina degli angeli e del diavolo. Se la dottrina degli spiriti creati deve avere qualcosa a che fare con Dio, allora non si tratta della questione se gli spiriti puri esistano o meno, ma del fatto che Dio può fare di tutte le sue creature i suoi messaggeri, cioè angeli (che in greco significa messaggero). Dio può fare delle persone i suoi messaggeri che annunciano la fede. Tutta la realtà assume un nuovo significato se diventa “angelica”. Come dice il vangelo, gli uccelli del cielo e i gigli del campo ti dicono qualcosa di nuovo. La dottrina del diavolo significa qualcosa sul modo di avere accesso a Dio, di voler raggiungere Dio in modo diverso da quello che è la fede. Idolatrare qualsiasi cosa del mondo, aggrapparsi a qualsiasi cosa a tutti i costi, proiettare i propri desideri in ciò che è mondano cioè una creatura, tutta questa proiezione è ciò che può essere chiamato “diavolo”. Quindi il Diavolo è, per così dire, il dipinto sul muro dietro il quale si è soli con se stessi nell'incredulità.

Quindi il ​​diavolo non è un essere personale?

Se si vuole designarlo come personale, allora sarebbe nel migliore dei casi una personalità presa in prestito da Dio, cioè che si perverte il rapporto personale che abbiamo nella fede con Dio e lo si dirige verso qualcosa nel mondo, cioè facendolo un falso dio. In questo senso, la personalità del diavolo è una personalità presa in prestito da Dio.

Dunque, chiunque accetta la credenza nell’essere personale del diavolo è fondamentalmente superstizioso?

Invece di condannarlo, per così dire, proverei a parlargli di cosa sia veramente la fede e cercherei di fargli capire che fede e superstizione sono incompatibili e che, al contrario, la superstizione ama terribilmente apparire sotto il mantello di fede cristiana.

Come rispondere quando alcuni oggi dicono di avere esperienza con il diavolo e i demoni?

Solo una comprensione della fede che ha come centro l'essere inclusi nella stessa comunione che Gesù aveva con Dio e che concepisce la fede come essere ripieni dello spirito di Gesù, è veramente ortodossa e cattolica. Tale fede coincide con il messaggio di Gesù. Come cristiano non ho bisogno di un annuncio sul diavolo, ma sul Dio di Gesù. Credo che la fede cristiana mi liberi dal bisogno di credere nel Diavolo cosicché rende superfluo immaginare il mondo popolato di ogni sorta di spiriti. La fede in Gesù Cristo mi pone nel mondo reale, e allora si può forse parlare solo di uno Spirito, cioè un principio in qualche modo sovraindividuale che attira l'individuo nella sua attrazione.

Ma tutto questo è in accordo con l'insegnamento della chiesa?

Secondo l'insegnamento ufficiale della Chiesa Cattolica, cioè secondo il primo e il secondo Concilio Vaticano, la fede non contraddice nulla di ciò che afferma la ragione per cui la ragione “nella fede” conserva la sua autonomia. Nel migliore dei casi, la fede contraddice una ragione selvaggia e superstiziosa. Non si può nemmeno giustificare la fede con la ragione, la sua verità può essere colta solo nella fede. Ma la ragione ha una funzione di filtro, una funzione di controllo. La ragione è quindi in grado di eliminare le incomprensioni di fede. Ma è anche insegnamento della Chiesa che nessuno compromette la fede della Chiesa se fa affermazioni suscettibili di formulazione diversa da quella di fede, purché siano formulazioni argomentate con ragione o che possono essere confutate con ragioni opposte o che possono essere mostrate che rimangano opinabili. Tutto ciò che riguarda qualcosa che è di questo mondo, cioè eventi o fatti creati in quanto tali, esula da affermazioni di fede. Quindi troviamo proprio nell'insegnamento della chiesa il quadro a cui anche la chiesa deve aderire. E l'insegnamento della Chiesa è vincolante per me solo nella misura in cui si inserisce nell'orizzonte in cui la fede è compresa come partecipazione della relazione che Gesù aveva con Dio.

p. Paolo Gamberini - Facebook 2022 01 21